Sociologia delle catastrofi e dei traumi culturali (2017/2018)

Codice insegnamento
4S003640
Docente
Lorenzo Migliorati
Coordinatore
Lorenzo Migliorati
crediti
6
Settore disciplinare
SPS/08 - SOCIOLOGIA DEI PROCESSI CULTURALI E COMUNICATIVI
Lingua di erogazione
Italiano
Periodo
1° periodo di lezioni - 1° anno (1B) dal 10-nov-2017 al 23-dic-2017.

Orario lezioni

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Obiettivi formativi

Un operatore di protezione civile, adeguatamente professionalizzato, dovrebbe disporre di competenze non solo tecniche, ma anche culturali e sociologiche per affrontare, oltre alle conseguenze concrete dei disastri, anche quelle più eminentemente sociali. Proprio queste ultime sono le meno visibili e, per questo, le più sottovalutate e le meno semplici da sanare. D’altra parte, però, sono anche quelle che incistano le conseguenze più durature nel corpo sociale e le più esposte a crisi di rigetto.
Gli studenti dovranno conoscere queste tematiche nei loro risvolti nei loro risvolti tipicamente culturali e sociali, dimostrando di saperle articolare criticamente e applicare a precisi contesti sulla base di casi di studio che verranno presi in esame.

Programma

Il corso intende esplorare alcuni dei meccanismi sociali, organizzativi e culturali che soggiacciono alla produzione del senso e alla costruzione del significato dei disastri in seno alle comunità che ne sono colpite. Vi sono almeno due direttrici che possono essere esplorate: il significato culturale e simbolico che i gruppi sociali attribuiscono alle catastrofi e le conseguenze che il loro scatenarsi possono determinare per l’identità sociale dei loro membri.
Per quanto riguarda la prima dimensione, fin dalla sua fondazione la sociologia si è interrogata sull’intrinseca problematicità degli eventi catastrofici e sul loro potenziale portato distruttivo del tessuto sociale. Per Emile Durkheim (1858-1917), lo stato di anomia, cioè la mancanza di norme e di regolatori sociali in grado di contenere la disgregazione della solidarietà sociale, costituisce il pericolo maggiore per l'armonia delle comunità (Durkheim, 1897). Un cambiamento improvviso o un evento inaspettato possono determinare stati di anomia acuta, potenzialmente letali per la coesione sociale. È questo uno dei motivi per cui, di fronte ad un evento catastrofico, scatta immediatamente il processo di blaming (Douglas, 1991), la ricerca del colpevole o l’attribuzione delle responsabilità (dalla “tragica fatalità” all’“errore umano”, al “dolo”). Si tratta di un passaggio fondamentale nel processo di significazione del disastro, tanto che ne troviamo tracce in molteplici pratiche sociali, fin dall’antichità. Si pensi, ad esempio, al meccanismo antropologico del capro espiatorio (Girard, 1982).
Quanto alla seconda dimensione, in tempi più recenti, le scienze sociali hanno sondato i risvolti e le implicazioni culturali degli eventi inattesi e catastrofici in grado di modificare, anche radicalmente, l’identità sociale degli individui. Si pensi alle feconde analisi sul dramma sociale (Turner, 1982) e sul trauma culturale (Alexander, 2004). Secondo queste interpretazioni, la traumaticità degli eventi non sarebbe una caratteristica intrinseca all’evento, ma un prodotto della sua rappresentazione. Ad essere traumatizzante per le collettività, sarebbero cioè la narrazione e la rappresentazione degli eventi, più che gli eventi in sé. Va da sé che questa prospettiva ci conduce entro i confini di un’analisi strettamente culturale della società e di un paradigma (forse anche troppo radicalmente) costruttivista. Ciò che, tuttavia, si apre è la possibilità di osservare la catastrofe come un laboratorio di produzione di significati, di strutturazione di particolari relazioni sociali e anche di articolazione del conflitto tra gruppi sociali opposti (si pensi al rapido mutare in precaria tolleranza della compassione nei confronti delle vittime).
Verranno particolarmente approfondite alcune tematiche centrali nell’analisi sociologica dei disastri:
a. Identità: verranno analizzate le implicazioni e le conseguenze che l’accadere di eventi imprevisti o disastrosi generano verso il senso di continuità del sé degli individui e dei gruppi sociali;
b. Rischio: si analizzerà il tema del rischio dal punto di vista macrosociale, microsociale e culturale;
c. Disastro: si analizzeranno le dinamiche organizzative che presiedono alla comprensione dei fenomeni e degli eventi che minano in profondità l’identità individuale e sociale;
d. Trauma: verrà approfondita la conoscenza della nozione di trauma, in particolare di trauma culturale inteso come la rappresentazione che gli individui e i gruppi danno degli eventi in grado di sconvolgere la loro identità.

Testi di approfondimento (che non formano programma d’esame)

Migliorati L. (2006), Rischio, una parola pericolosa. Uno studio sulla funzione sociale del rischio, QuiEdit, Verona;
Alexander J. C. et al. (2004), Cultural Trauma and Collective Identity, University of California Press, Oakland;
Turner B. A. e Pidgeon N. F. (2001), Disastri: dinamiche organizzative e responsabilità umane, Edizioni di Comunità, Torino;
Walter F. (2009), Catastrofi. Una storia culturale, Colla Editore, Vicenza.

Testi di riferimento
Autore Titolo Casa editrice Anno ISBN Note
Ligi Gianluca Antropologia dei disastri (Edizione 1) Laterza 2009 9788842086093
Alexander Jeffrey C. La costruzione del male. Dall'Olocausto all'11 settembre (Edizione 1) Il Mulino 2006 8815108955
Migliorati Lorenzo Rischio, una parola pericolosa. Uno studio sulla funzione sociale del rischio. (Edizione 1) Qui Edit 2006 88-89480-87-4

Modalità d'esame

La valutazione finale consiste nella verifica che lo studente abbia acquisito:
1. I contenuti del corso (con specifico riferimento ai testi consigliati);
2. La capacità di “attraversare” criticamente e originalmente i contenuti proposti producendone una sintesi tra conoscenza e rielaborazione personale;
3. La capacità di espressione orale logicamente consequenziale e adeguata al livello di profondità dell’analisi richiesta.
5. La capacità di sintesi del pensiero espresso in forma orale.

Materiale didattico

Documenti

Opinione studenti frequentanti - 2017/2018