Progetti Justice: cooperazione giudiziaria e diritto di famiglia

Cooperazione giudiziaria e diritto di famiglia: queste le tematiche dei progetti Justice in cui il dipartimento di Scienze giuridiche dell’università di Verona è coinvolto nell’ambito del Civil Justice Programme 2014-2020  co-finanziato dalla Direzione Generale Giustizia della Commissione europea. L’unità di ricerca veronese che partecipa ai tre progetti, C.L.A.S.S.4EU, EPAPFR – per cui è in preparazione il Grant Agreement – ed EUFam’s, è coordinata da Maria Caterina Baruffi, ordinario di Diritto internazionale, e composta da Alessandra Cordiano, associato di Diritto privato, Francesca Ragno, ricercatrice in Diritto internazionale, Caterina Fratea, ricercatrice in Diritto dell’Unione europea, Isolde Quadranti, responsabile del Centro di documentazione europea, Diletta Danieli, assegnista, e Cinzia Peraro, dottoranda di ricerca.
 
“Cooperazione giudiziaria significa anche applicazione uniforme del diritto dell’Unione europea ed è per questo che per migliorare la conoscenza degli strumenti europei si rivela essenziale la collaborazione tra gli Stati membri”, spiega Maria Caterina Baruffi, coordinatrice del team di ricerca dell’università di Verona. “Certamente in un settore sensibile quale il diritto di famiglia, dove deve prevalere l’interesse superiore del minore, la comprensione e la corretta attuazione delle regole poste per garantire la libera circolazione delle decisioni sono fondamentali. La promozione di questi progetti europei, quelli di training e cooperation, permette di confrontare realtà e prassi nazionali, perché solo uniti nella diversità è possibile perseguire lo scopo comune di una applicazione e interpretazione uniforme del diritto dell’Unione europea”.
 
C.L.A.S.S.4EU. 4 EU training sessions on family law regulations for cross-border lawyers and social services” è un progetto ideato dal gruppo di lavoro dell’università di Verona – che ne è capofila - e ha l’obiettivo di realizzare uno strumento utile per gli organizzatori di corsi formativi appartenenti a tutti gli Stati membri dell’Unione europea. Sono numerose le attività previste: attraverso uno studio preliminare delle giurisprudenze nazionali e degli elementi di criticità e delle difficoltà che l’operatore del diritto incontra nell’applicare il diritto europeo, si intende individuare i punti su cui la formazione deve incidere maggiormente. L’analisi riguarda le esigenze degli avvocati, in particolare, ma anche delle persone che lavorano per i servizi sociali, che sono coinvolti nei procedimenti giudiziali e stragiudiziali che riguardano i minori.
Collaborano con l’ateneo veronese anche l’università di Milano Bicocca, l’università di Minho (Braga, Portogallo), il Teisės Institutas (Law Institute) della Lituania e l’Università Eötvös Loránd (Budapest, Ungheria).
 
EPAPFR. European platform for the access to personal and familial rights” nasce dalla necessità di tutelare i “soggetti deboli” presenti all’interno dei paesi partner, coloro i quali sono interessati dai flussi migratori che riguardano l’Europa, in particolare donne migranti, minori stranieri soprattutto non accompagnati, e rifugiati. Il progetto si propone di approfondire lo studio degli strumenti esistenti, quali i regolamenti dell’Unione europea e le convenzioni internazionali in materia di famiglia, anche al fine di aumentare la consapevolezza di tali soggetti riguardo ai loro diritti e alle forme di tutela predisposte a livello internazionale.
L’obiettivo è ottenere una maggiore collaborazione tra i soggetti istituzionali e gli operatori giuridici, medici, del volontariato e della società civile in generale, chiamati ad intervenire all’interno degli Stati coinvolti nella gestione dei suddetti fenomeni. In tal modo sarà possibile realizzare un vero e proprio network, grazie al quale favorire un coordinamento più efficace tra gli operatori e la loro reperibilità da parte dei “soggetti deboli”.
L’ateneo veronese è partner insieme a Université Jean Moulin Lyon III (Francia), International Social Service-Bulgaria, Université de Liege (Belgio), Association pour le droit des étrangers (Belgio), Deutsches Institut für Jugendhilfe und Familienrecht (Germania); il progetto è coordinato da Association Femmes Informations Juridiques Internationales Rhône-Alpes (Francia).
 
EUFam’s. Lo studio del team dell’ateneo veronese per “Planning the future of cross-border families: a path through coordination” si propone di analizzare il sistema europeo di diritto internazionale privato e processuale in materia di famiglia, in particolare i regolamenti emanati dall’Unione europea in tale settore, anche con riferimento ai rapporti con le convenzioni internazionali rilevanti. L’obiettivo finale è facilitare il dialogo tra operatori, lo scambio di buone prassi e la realizzazione di strumenti concreti di risoluzione delle controversie, nonché di individuare indirizzi di politica legislativa per le future riforme normative.
Il progetto è coordinato dall’università di Milano ed è composto da istituzioni universitarie e di ricerca – università di Verona, le università di Heidelberg (Germania), Osijek (Croazia), Valencia (Spagna) e il Max Planck Institute Luxembourg for International, European and Regulatory Procedural Law – e da associazioni rappresentative degli operatori del diritto – Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e i Minori (AIAF), Associazione spagnola degli Avvocati di famiglia (AEAFA) e Scuole della magistratura italiana (SSM) e croata (Pravosudna akademija).