Valeria Amenta

FOTO,  January 15, 2023
Position
PhD student
Student
PhD in European and International Law - 37° ciclo (October 1, 2021 - September 30, 2024)
Role
Dottoranda
E-mail
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PhD in European and International Law - 37° ciclo (October 1, 2021 - September 30, 2024)

Doctorate research program

OGGETTO

L’oggetto del progetto di ricerca è costituito dall’analisi della portata del principio dello stato di diritto nel sistema giurisdizionale dell’Unione europea. Costituendo i principi della separazione dei poteri e lo stato di diritto delle garanzie volte alla tutela della democrazia e dei diritti fondamentali, cui l’Unione informa la propria azione (artt. 2 e 3 TUE), l’indagine circa la piena conformità della composizione, della struttura e delle competenze della Corte di giustizia ai principi predetti costituisce una riflessione irrinunciabile nel contesto di un programma di un complesso rinnovamento in chiave di sviluppo dell’intera Unione.
La Corte di giustizia dell’Unione europea ha caratteristiche e competenze che la distinguono nettamente da qualsiasi altro Tribunale nazionale o internazionale. Per il primo aspetto, spiccano la necessaria composizione sulla base del numero degli Stati membri e le modalità di nomina, di competenza dei Governi degli Stati membri. Per il secondo aspetto, sono evidenti le competenze miste, sia giurisdizionali, sia consultive, e, fra le prime, il limitato novero di ricorsi proponibili secondo l’oggetto e il loro carattere misto sulla base delle parti (Stati, istituzioni, persone fisiche o giuridiche).
Le peculiarità di tale organo giurisdizionale inducono a riflettere sulla loro (totale) rispondenza ai principi dello stato di diritto non solo su un fondamento teorico, ma anche in una prospettiva pratica/pragmatica di attualità: la crescente rilevanza che questo principio assume al giorno d’oggi.
Il principio dello stato di diritto costituisce uno dei valori fondanti l’Unione europea (art. 2 TUE) e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nella prospettiva dell’equo processo (art. 6 CEDU).

OBIETTIVI DELLA RICERCA
Il primo obiettivo della ricerca è costituito dalla puntuale rappresentazione dello stato dell’arte.
Nella prospettiva storico – filosofica, la centralità del principio dello stato di diritto è già stata fatta propria dalla teorizzazione della divisione dei poteri, in cui il concetto presupposto dall’indipendenza del potere giudiziario rappresenta la pietra angolare per l’applicazione di un meccanismo di vigilanza anche nei confronti dei pubblici poteri. Lo stato di diritto diviene così, in un’ottica filosofica, la precondizione di una comunità democratica e la garanzia delle libertà fondamentali dell’individuo (come teorizzato fin da Montesquieu, Lo spirito delle leggi).
Tale primo fondamentale profilo si è rafforzato grazie alla crescente attenzione ai diritti fondamentali dell’uomo a seguito della Seconda Guerra Mondiale. Per quanto riguarda il continente europeo, la chiave di volta per lo sviluppo del principio dello stato di diritto è stata l’interpretazione evolutiva la Corte europea dei diritti dell’uomo che ha aggiornato le disposizioni della Convenzione e i diritti da essa protetti, mantenendo la CEDU moderna e attuale alla luce del mutamento dei valori della coscienza sociale. Quest’ottica dinamica di esegesi è dunque alla base dei progressi che il principio dello stato di diritto ha subito nel tempo.

Parallelamente si è sviluppato il sistema di tutela dei diritti fondamentali nell’Unione europea, inizialmente certo debitore della CEDU e della sua giurisprudenza, ma che ha trovato una sua autonomia nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione.
Individuati i profili giuridici essenziali dello stato di diritto in chiave moderna, la ricerca intende indagare se l’attuale assetto della Corte di giustizia vi sia pienamente conforme.
Pertanto, la parte innovativa della ricerca intende analizzare le modalità di formazione e di composizione della Corte di giustizia, che possono destare qualche dubbio dalla mera formulazione letterale dell’art. 19, par 2, III c., TUE (che fa riferimento ai Governi degli Stati membri di comune accordo), sulla scorta dei pochi studi finora esistenti.
In secondo luogo, l’analisi si concentrerà sulle specifiche competenze della Corte, sull’oggetto dei relativi ricorsi, sulla legittimazione attiva e passiva, sulle tipologie di decisioni possibili (sentenze dichiarative o di condanna, pareri), nonché sulla loro obbligatorietà. Inoltre, sarà essenziale l’esame della giurisprudenza della stessa Corte di giustizia sul principio dello stato di diritto e sull’art 19 TUE quando applicato agli ordinamenti nazionali, per verificare la portata dei principi ivi espressi sulla struttura e sul funzionamento stessi della Corte di giustizia.
Tale esame consentirà di trarre le conclusioni in merito alla conformità dell’attuale assetto delle competenze e della composizione della Corte con il modello di organo giurisdizionale prospettato dalla Corte EDU e dalla stessa Corte di giustizia nell’ambito dell’art. 47 CDFUE e richiesto agli Stati membri.
Infine, l’indagine verificherà l’incidenza di talune peculiarità dell’Unione europea sulla configurazione della Corte e sulle sue concrete modalità di lavoro. A questo proposito l’accento verrà posto sulla diretta applicabilità di alcuni atti, sul multilinguismo e, da ultimo, sul sistema di tutela multilivello UE, nazionale e CEDU.
Conclusivamente, la ricerca avrà ad oggetto la constatazione e la descrizione di eventuali lacune del sistema, di cui talune appaiono evidenti prima facie, quali l’assenza di rimedi giurisdizionali - se non per violazioni formali - nella procedura dell’art. 7 TUE, sulla constatazione di una violazione grave e manifesta dei valori fondamentali dell’Unione. Il procedimento, infatti, presenta un carattere prevalentemente politico. La Corte non può sindacare la comminazione delle sanzioni e la fondatezza dell’addebito, mosso allo Stato membro, circa l’inosservanza della tutela dei diritti delle persone fisiche e giuridiche. Proprio laddove l’Unione europea intende verificare il rispetto del principio dello stato di diritto, sorgono perplessità circa la sua osservanza da parte dell’Unione stessa. Altre eventuali lacune del sistema giurisdizionale possono costituire un significativo banco di prova per la sua tenuta nell’ottica dello stato di diritto.
 

STRUMENTI DI RICERCA
Ai fini della ricerca, gli strumenti concernono la tradizionale ricerca bibliografica e l’analisi della giurisprudenza, con particolare riguardo alla CEDU ed all’Unione europea.

Doctorate reference figure
PROF.SSA CATERINA FRATEA
PhD Tutors
PROF.SSA CATERINA FRATEA
Curriculum
  • pdf   CV   (pdf, it, 0 KB, 02/01/23)
  • pdf   CV INGLESE   (pdf, en, 0 KB, 02/01/23)

Modules

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