PRIN 2007 -  L'evoluzione del diritto penale nei settori d'interesse europeo alla luce del nuovo progetto di riforma dei Trattati 

Data inizio
23 settembre 2008
Durata (mesi) 
24
Dipartimenti
Scienze Giuridiche
Responsabili (o referenti locali)
Picotti Lorenzo

PRIN 2007 - PROGETTO NAZIONALE

1. Il Progetto di Trattato che modifica il Trattato sull’Unione europea e il Trattato che istituisce la Comunità europea è stato pubblicato in data 5 ottobre 2007, con relativi Protocolli (CIG 1/1/07 REV 1), in conformità al mandato del Consiglio dell’Unione europea di Bruxelles del 26 giugno 2007.
Conseguentemente, da un lato è stato abbandonato l’ambizioso progetto di “Trattato costituzionale” approvato a Roma il 29 ottobre 2004, per la mancata ratifica da parte di alcuni Stati membri, dall’altro si sta avviando a conclusione il cammino di riforma dell’Unione europea, acquisendone nella sostanza le più incisive novità.
Fra queste hanno un ruolo non secondario quelle riguardanti il diritto penale in rapporto al diritto dell’Unione europea, cui viene esplicitamente riconosciuta “competenza concorrente” con quella degli Stati membri per contrastare la criminalità grave e transnazionale in determinati settori e per garantire “l’attuazione efficace” delle politiche dell’Unione in ambiti già oggetto di misure di armonizzazione (ambiente, lotta alle frodi, settori del diritto dell’economia: cfr. art. 69 E e art. 69 F del Trattato sul funzionamento dell’Unione, in cui è trasformato il Trattato istitutivo della Comunità europea, corrispondenti agli artt. III-270 e III-271 dell’abbandonato Trattato costituzionale, che riguardano tanto il diritto penale sostanziale, che il diritto processuale penale).
2. L’indagine muove dalla base di partenza scientifica costituita dagli studi condotti nella precedente ricerca interuniversitaria sul tema “Diritto penale e Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa” (progetto ammesso al cofinanziamento su fondi PRIN 2005 – Prot. 2005129944), prendendo atto del diverso quadro istituzionale che si sta delineando ed occupandosi di nuovi e distinti profili per aggiornare e portare a frutto ulteriore le acquisizioni raggiunte.
La struttura e composizione delle Unità operative è dunque rimasta sostanzialmente inalterata, integrando le diverse e collaudate competenze nel campo del diritto penale sostanziale e processuale, che appare necessario integrare in un approccio interdisciplinare, con l’apporto di nuovi giovani ricercatori.
3. Il primo obiettivo è di esaminare l’evoluzione del sistema penale con riguardo agli specifici settori che dovranno entrare nella “concorrente competenza europea”, ampliando la prospettiva ad un approccio che inquadri le analisi “di parte speciale” in un’articolata e comprensiva prospettiva di “parte generale”.
La condivisione di competenze con l’Unione europea rafforza infatti l’esigenza di rispetto di tutti i presupposti e limiti delle scelte di penalizzazione, a partire dal rispetto della “qualità” delle norme penali, non riducibile al solo aspetto della riserva di legge (Unità di Ferrara), fino alla individuazione dei beni giuridici meritevoli e bisognosi di protezione penale, secondo un articolato giudizio di proporzione e sussidiarietà che tenga conto del riparto fra fonti europee e nazionali (Unità di Catania), considerando le tecniche di formulazione delle fattispecie incriminatrici in peculiari settori dell’economia e per la tutela della sicurezza comune (Unità di Modena e Reggio Emilia), nonché le tendenze all’anticipazione della punibilità ed all’estensione delle forme di responsabilità per atti di partecipazione, che emergono per combattere forme gravi di criminalità quali il terrorismo, la criminalità organizzata, i crimini informatici (Unità di Verona), fino ai profili processuali della “circolazione” dei dati e della prova, in particolare digitale, nello spazio giudiziario europeo (Unità di Como – Insubria).
4. Obiettivo finale della ricerca è analizzare come le nuove attribuzioni dell’Unione europea possano incidere sul “sistema” del diritto penale nazionale ed europeo, in cui le pur forti e giustificate esigenza di difesa sociale devono trovare bilanciamento nei principi e diritti fondamentali, esplicitamente contenuti nella Carta europea di Nizza destinata ad acquisire valore di Trattato, oltre che nella Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, cui l’Unione europea aderisce.
Alla luce dei risultati acquisiti si potranno anche delineare, almeno per singoli settori, criteri di penalizzazione nonché modelli di illecito e tipologie sanzionatorie, idonei e legittimi alla stregua dei principi indicati.
5. I risultati della ricerca saranno presentati e discussi in seminari e incontri di studi, in specie in un Convegno internazionale da organizzare al termine del progetto, con la partecipazione di tutte le Unità operative, insieme a studiosi italiani e stranieri, rappresentanti di istituzioni europee ed organismi competenti. Una o più pubblicazioni raccoglieranno i saggi, contributi ed interventi elaborati a tali fini.

Enti finanziatori:

MIUR - PRIN
Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento
Programma: COFIN - Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale

Partecipanti al progetto

Roberto Flor
Ricercatore
Lorenzo Picotti
Professore ordinario
Ivan Salvadori
Ricercatore a tempo determinato
Aree di ricerca coinvolte dal progetto
Criminal Law

Attività

Strutture