La riforma costituzionale della magistratura in attesa del referendum
Anno:
2026
Tipologia prodotto:
Articolo in Rivista
Tipologia ANVUR:
Articolo su rivista
Lingua:
Italiano
Formato:
Elettronico
Referee:
Sì
Nome rivista:
JUS
ISSN Rivista:
1827-7942
Numero o Fascicolo:
1
Intervallo pagine:
1-10
Parole chiave:
Costituzione, revisione costituzionale, referendum, principi supremi dell'ordinamento costituzionale, Consiglio Superiore della Magistratura, separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e requirenti, autonomia e indipendenza della magistratura, giusto processo
Breve descrizione dei contenuti:
Dopo una breve introduzione di carattere storico sul referendum nella revisione costituzionale, l'articolo parla della riforma della magistratura promossa dal Governo in carica e approvata dal Parlamento nel 2025, che sarà sottoposta a referendum popolare il 22-23 marzo 2026. Tale riforma, che interviene su sette articoli della Costituzione, prevede la separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e requirenti, la creazione di due organi con competenze separate per la gestione delle due categorie – il Consiglio Superiore della Magistratura giudicante e il Consiglio Superiore della Magistratura requirente, che sostituiscono il Consiglio Superiore della Magistratura – e l'istituzione di un nuovo giudice disciplinare (denominato «Alta Corte disciplinare»). Essa, inoltre, prevede l'estrazione a sorte dei componenti di detti organi (fatta eccezione per i componenti di diritto dei due Consigli e per i tre giudici dell'Alta Corte nominati dal Presidente della Repubblica). L'articolo, dopo aver illustrato sinteticamente le diverse posizioni emerse dal dibattito sulla riforma, prosegue con alcune riflessioni sulla sua compatibilità con i principi supremi dell'ordinamento costituzionale e si conclude con alcune osservazioni sulle possibili conseguenze del referendum.
Note:
L'articolo riproduce, con alcune modifiche e integrazioni, la Relazione introduttiva al Convegno «La riforma costituzionale della magistratura in attesa del referendum», organizzato dall'Università degli Studi di Verona insieme con l'Associazione nazionale magistrati e l'Unione delle Camere Penali Italiane, che si è svolto il 20 febbraio 2026 nell'Aula Magna del Dipartimento di Scienze Giuridiche della stessa Università.