PRIN 2009 VAL-POS: Frontiere della soggettività: il giurista europeo ai crocevia tra quadri categoriali tradizionali e recenti

Data inizio
1 gennaio 2011
Durata (mesi) 
24
Dipartimenti
Scienze Giuridiche
Responsabili (o referenti locali)
Zanuso Francesca

Prin 2009 valutato Positivamente

La linea di ricerca di questa unità locale si propone di mettere adeguatamente a frutto le competenze maturate dai componenti nell'ambito di precedenti progetti

cofinanziati dal MIUR, riprendendo risultati acquisiti ed interrogativi aperti in contributi già pubblicati.

In particolare, il problema su cui s'incentra il presente progetto, ossia l'impatto sortito da quadri categoriali del nostro tempo sul sapere giuridico intorno alla soggettività,

verrà affrontato alla luce dell'idea che esista una specifica razionalità giuridica - di tipo dialettico - capace, per un verso, di coordinare gli aspetti

metodologico-epistemologici (argomentazione, verità, ecc.) con quelli pragmatico-assiologici (gustizia, libertà, dialogo, mediazione), e, per un altro verso, di

coordinare l'approccio teorico con le ricadute pratico-applicative.

In tal senso, il confronto tra cultura classica ed istanze contemporanee (che ha costituito il filo conduttore dei pregressi progetti cofinanziati) rappresenta la base presente progetto, che peraltro si spinge verso direzioni di ricerca nuove.

Tre, come già sottolineato, le direttrici principali previste nel programma di ricerca di questa unità.

a) Giustizia consensuale

Si farà riferimento all'affermazione, anche nel contesto europeo, di quella cultura della mediazione che, riportandosi ad un paradigma di giustizia consensuale (e non più imposta), costringe il giurista a ripensare i presupposti stessi dell'amministrazione della giustizia, in ragione dei nuovi quadri categoriali di legittimazione soggettiva (es. le problematiche legate al tema del ruolo dell'emotività nei processi deliberativi, alle esigenze di controllo razionale e alle istanze di riconoscimento sociale). Più nello specifico, ci si soffermerà su quella particolare forma di giustizia consensuale costituita dai metodi alternativi di risoluzione delle controversie (ADR), la quale, sembrando svilupparsi in significativa consonanza col pensiero liberale dell'ultimo scorcio del Novecento, trova probabilmente il proprio paradigma nelle pratiche di Restorative Justice venute in evidenza nel contesto giuridico anglosassone. Specifica attenzione, inoltre, sarà dedicata alle prospettive emergenti dalla recente introduzione, nell'ordinamento italiano, della mediazione conciliativa come strumento di ADR in ambito civilistico: a questo proposito si prevede di approfondire, in particolare, gli aspetti logico-metodologici della mediazione e il ruolo giocato dalle emozioni nei procedimenti di giustizia consensuale. Alla luce di ciò, l'unità intende: a) avvalersi del dialogo con enti formatori ed erogatori di servizi di mediazione; b) dotarsi di un expertise specifico per affrontare il tema, per il quale si prevede l'istituzione di un assegno di ricerca destinato precipuamente allo studio di queste tematiche.

Tra le pubblicazioni rilevanti in argomento, prodotte dall'unità locale nell'ambito dei precedenti progetti di ricerca, e/o dai suoi attuali componenti, si ricordano:

Fuselli, La struttura logica della pena in Hegel, «Verifiche» , 1999; Id., Forme del sillogismo e modelli di razionalità in Hegel. Preliminari allo studio della concezione hegeliana della mediazione giudiziale , Trento 2000 ; Id., Processo, pena e mediazione nella filosofia del diritto di Hegel, Padova 2001 (eccellenza CIVR); Id., Ragionevoli dubbi: quando non tutte le contraddizioni vengono per nuocere , in AA.VV., La contradizion che nol consente. Forme del sapere e valore del principio di non contraddizione , Milano (in corso di pubblicazione); Velo Dalbrenta, Nemo inauditus damnari potest. Storia, metamorfosi, limiti del principio del contraddittorio nel processo penale, in AA.VV., Audiatur et altera pars, cit.; Zanuso, A ciascuno il suo. Da Immanuel Kant a Norval Morris: oltre la visione moderna della retribuzione, Padova 2000; Id., Sulla pena come riparazione, in AA. VV., Funzione della pena e terzietà del giudice nel confronto fra teoria e prassi, Trento 2002; Id., Giustizia riparativa e mediazione, in AA.VV., Pena, riparazione, riconciliazione, Como 2007; Id., Les avantages de la justice réparatrice et la saggesse du tribunal de l'Héliée , in AA.VV. Déviance et délinquances. Approches psycho-sociales et pénales , Paris 2009.

b) Neuroscienze e diritto penale

Si farà riferimento alle ricadute, sul piano della responsabilità penale in generale e dell'imputabilità in particolare, della rilettura - alla luce di quadri categoriali

legati alle neuroscienze - delle dinamiche dell'atto intenzionale alla stregua di un complesso intreccio fra funzioni mentali consce ed inconsce.

In margine a tale obiettivo primario ci si propone di indagare altresì l'apporto dei nuovi saperi neuroscientifici per lo studio dello stesso ragionamento giuridico:

soprattutto per considerare il ruolo ricoperto da emozioni e sentimenti nei processi argomentativi che coinvolgono il giurista nel farsi dell'esperienza penale.

Tra le pubblicazioni rilevanti in argomento, prodotte dall'unità locale nell'ambito dei precedenti progetti di ricerca, e/o dai suoi attuali componenti, si ricordano:

Fuselli, Verità ed opinione nel ragionamento giudiziale: a partire da un confronto con Aristotele e Hume, in F. Cavalla et al., Retorica, processo, verità , Milano 2007; Id., Apparenze. Accertamento giudiziale e prova scientifica, Milano 2008; Velo Dalbrenta, Homo delinquens. Cesare Lombroso e l’Antropologia criminale come scienza, in AA.VV., Ripensare la pena, cit.; Id., La scienza inquieta. Saggio sull'Antropologia criminale di Cesare Lombroso, Padova 2004; Id., Tesi e malintesi de L’Uomo delinquente. Un punto di vista filosofico-giuridico, in AA.VV., Cesare Lombroso cento anni dopo, Torino 2009; Id., L'idealtipo lombrosiano di delinquente, in AA.VV., Il pensiero e l’opera di Cesare Lombroso nel dibattito filosofico-penale

contemporaneo, Padova (in corso di pubblicazione); Id., Lo strano caso del dottor Lombroso, in AA.VV., Cesare Lombroso. Gli scienziati e la nuova Italia, Bologna (in corso di pubblicazione); Zanuso, Il concetto di responsabilità tra legalità e etica, «Nuova Rassegna di legislazione, dottrina e giurisprudenza», 2007.

c) Biogiuridica e decisioni pubbliche sulla vita umana

Si farà riferimento ad alcune criticità biogiuridiche emerse dal panorama contemporaneo, per mostrare come le relative richieste di giuridificazione tendano a risolversi in un proceduralismo che, pretendendo di scavalcare i problemi della soggettività, rischia di spingere il giurista europeo a trascurare proprio quei principi

che non può invece disattendere perché costituiscono gli architravi della civiltà giuridica che ne struttura il sapere. Tra i temi che l'unità si propone di affrontare, nell'ambito di quelli precedentemente isolati: comitati etici (sperimentazione clinica), protocollo di Harvard (trapianto d'organi), infibulazione (multiculturalismo).

Tra le pubblicazioni prodotte in argomento dall'unità locale, nell'ambito dei pregressi progetti di ricerca, e/o dai suoi attuali componenti, si ricordano:

Fuselli, La lanterna di Diogene: alla ricerca dell'uomo negli esperimenti di ibridazione, in AA.VV., Il filo delle Parche. Opinioni comuni e valori condivisi nel dibattito biogiuridico, Milano 2009; Zanuso, La sfida di Prometeo e la laicità in Bioetica. Prolusione alla cerimonia inaugurale dell'A.A. 2005-2006 dell'Università di Verona, Verona 2006; Id., Neminem laedere, Padova 2006; Id., L'indisponibile filo delle Parche. Argomentazione e decisione nel dibattito biogiuridico, in AA.VV., Il filo delle Parche, cit.; Id., Incontrare l'altro nel dialogo, oltre la tolleranza: infibulazione rituale e tutela dei diritti umani, in AA.VV., Il filo delle Parche, cit.; Zini, Donare la corporeità nella prospettiva di una bioetica del per-dono, «Iustitia», 2003; Id., La bioetica del dono come fondamento ontologico dei diritti di libertà, «Bioetica e Società», 2005; Id., Biometria, riduzionismo e postmodernità, «Arco di Giano», 2005; Id., Il ruolo del decisore surrogato nella decisione anticipata di trattamento: riflessioni biogiuridiche, «Arco di Giano», 2007; Id., Il principio di responsabilità e il tuziorismo, in AA.VV., Il principio di precauzione tra filosofia, biodiritto e biopolitica, Roma 2008; Id., La donazione degli organi come problema biogiuridico: il dono della vita come dono alla vita, in AA.VV., Il filo delle Parche, cit..

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Al fine di adempiere ai compiti che s'impegna ad assolvere, in coerenza con il programma proprio e nazionale, l'unità di ricerca intende operare fondamentalmente su due livelli.

Su di un primo livello, teorico, si affiancheranno fin da principio allo studio della bibliografia specializzata, e quindi all'acquisizione di testi e agli accessi a siti dedicati ai temi oggetto d'indagine, la partecipazione ad ogni iniziativa scientifica attinente ai temi di ricerca, con missioni nazionali ed internazionali, e l'organizzazione di convegni, seminari, incontri di studio, lezioni.

Su di un secondo livello, pratico, si prevede di sviluppare il collegamento con gli ordini professionali (in coordinamento con il CERMEG), di prendere contatto con gli sportelli di ascolto delle vittime di reato (a cominciare da quello che sarà - sperabilmente a breve - operativo a Verona), con enti formatori ed erogatori di servizi di mediazione, e con i comitati etici (a cominciare dal

rapporto organico di uno dei membri dell'unità con il c.e. per la sperimentazione clinica di Verona).

Per quanto riguarda infine i prodotti attesi dalla ricerca, sui quali verificarne - anche in itinere - l'andamento, si prevede la pubblicazione di monografie, miscellanee, articoli su riviste specializzate (cartacee e telematiche) e su siti web, atti di convegni e congressi, traduzioni, unitamente a due-tre convegni di

presentazione dei risultati (anche parziali) della ricerca.

Complessivamente, si stima di portare a termine, per ciascun anno del biennio di ricerca, almeno una miscellanea, una monografia, una traduzione di opera monografica, sei articoli su rivista, ed altrettanti su siti web, nonché uno o due convegni di presentazione.

Enti finanziatori:

PRIN VALUTATO POSITIVAMENTE
Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento
Aree di ricerca coinvolte dal progetto
Philosophy and Theory of Law

Attività

Strutture