Mooting gardesano 2018. Verona in finale

  dal 08/06/18 al 20/06/18.
Il 7 e 8 giugno si è svolta a Gargnano, in provincia di Brescia, la 4a edizione della "Moot Court Competition. Diritto romano e Tradizione civilistica", che ogni anno vede sfidarsi tra di loro le Università di Brescia, Milano Statale, Trento e Verona sulla risoluzione di controversie giuridiche, ambientate nella Roma classica, tramite una simulazione processuale.

Duemila anni fa, sarebbe stato richiesto l’intervento dei migliori giuristi romani. A Gargnano, invece, affacciati sul lago di Garda, tra le splendide mura di Palazzo Feltrinelli, sede distaccata dell’Università Statale di Milano, sono stati gli studenti ad assumerne le vesti.
Il progetto si inserisce all’interno di una consolidata collaborazione tra le quattro università gardesane. I docenti delle rispettive università, prendendo spunto dal Digesto giustinianeo, si occupano della stesura di casi giuridici da sottoporre alle squadre. Queste ultime, composte da cinque studenti per ateneo, cercano di risolverli, inscenando un vero e proprio processo formulare.

Giovedì 7 giugno Milano ha affrontato Trento, mentre gli studenti veronesi hanno sfidato i colleghi dell'ateneo bresciano. A turno, relativamente a due casi diversi, una squadra ha ricoperto il ruolo di parte attrice e l’altra di parte convenuta. Dopo un tempo di quarantacinque minuti per elaborare la propria strategia, lo speaker di ciascuna squadra ha avuto a disposizione una decina di minuti per illustrare la propria pretesa. Così come previsto dal regolamento, all’interno di ogni intervento è stata distinta la fase in iure, in cui la fattispecie è configurata giuridicamente, da quella apud iudicem, in cui vengono addotti elementi di fatto a sostegno della propria tesi. È stato, poi, lasciato un tempo di cinque minuti per replica e contro-replica. A giudicare, due docenti universitari - per valutare lo scontro che non coinvolgeva la rispettiva squadra - e due ospiti esterni.

La commissione giudicante ha quindi decretato le due squadre finaliste, non prima, però, di aver espresso un sentito apprezzamento per l’entusiasmo e la grinta dimostrati da tutti i concorrenti. Le università scelte per concorrere nella finale il mattino seguente sono state Milano e Verona; verdetto accolto con grande soddisfazione soprattutto dalla squadra scaligera che, in questa 4a edizione, si vede per la prima volta finalista.

In serata, svestiti i panni dei giuristi romani, professori, studenti, dottori e dottoresse hanno cenato tutti insieme. La giornata si è poi conclusa tra le vie di Gargano per una passeggiata e un drink.

Il mattino seguente, con un sorteggio, sono stati assegnati i casi e definite le parti di attore e convenuto. Il primo caso verteva su un contratto innominato, il secondo su perdita e acquisto del diritto di proprietà: entrambe le squadre si sono rivelate nelle due manches della finale concorrenti agguerrite. Alla fine, l’Università di Milano è stata decretata, seppur di misura, la vincitrice: i giudici, infatti, hanno finito per ritenere, quanto al primo caso, l’azione di rivendica esperita dalla squadra scaligera, nel ruolo di attrice, non il miglior mezzo processuale invocabile e, quanto al secondo, la – ingegnosa – elevazione di una eccezione di dolo per far valere, sempre da parte dei veronesi ora convenuti, il ius retentionis non pienamente giustificata. Ciò non ha comunque impedito al collegio giudicante di complimentarsi per il rigore delle argomentazioni e per la vis rhetorica dei secondi classificati.

La squadra scaligera, composta da Federico Betteli, Giulia Novelli, Alberto Pomari, Marta Rostello e Christian Urbani, ha vissuto con estremo entusiasmo la competizione e con sportività la sconfitta di questa 4a edizione del Mooting gardesano: "Sempre apprezzata è la possibilità di un approccio diverso alla materia, soprattutto grazie al prezioso contributo delle dottoresse Maria Federica Merotto e Marta Beghini, che riescono a trasmettere tutta la vitalità del Diritto romano, quasi annullando quei duemila anni di distanza che, spesso, lo fanno sembrare lontano e inavvicinabile. Ed è sicuramente altrettanto sentito l’impegno che l’università di Verona e, in particolare, i professori Tommaso dalla Massara e Carlo Pelloso mettono in questo progetto, dimostrando, oltretutto, grande disponibilità ed entusiasmo nel confrontarsi coi propri studenti. La Moot Court Competition gardesana non si smentisce, dunque, rimanendo un’opportunità di crescita sia didattica che personale".